Intervista a Marco Martin di KDE Plasma


L’intervista è apparta su KDE news in data 21 febbraio 2010 :) in lingua inglese.

Q: Ciao Marco, puoi presentarti ai nostri lettori?

R: ok :) Mi chiamo Marco Martin, ho 28 anni, vivo vicino Torino e ho finito l’università da circa un anno. Ho cominciato a contribuire a KDE dal 2007, quando ero rimasto affascinato dalle potenzialità di Plasma. Al momento ho la fortuna di venire sponsorizzato da Nokia per lavorare su KDE e, in particolare, sul progetto Plasma Netbook.

Q: Quando sei venuto a conoscenza di KDE?

R: Penso fosse attorno al 2000-2001, avevo appena iniziato a usare Linux ma, onestamente, non ritenevo un granché l’ambiente grafico che mi ritrovavo installato di default sulla versione di Red Hat di quel tempo (6.0, 6.2?): era uno strano mix di GNOME 1.x ed Enlightenment ed ero in cerca di qualcosa di meglio, finché mi sono imbattuto in una beta di KDE 2.0, e da lì non l’ho più abbandonato :)

Q: In quale parte di KDE dai una mano?

R: Più che altro in Plasma, lavoro sulla libreria e sulle shell principali: Plasma Desktop e Plasma Netbook.

Plasma Netbook è un’interfaccia grafica “primaria” (in parole povere ciò che è sempre visibile o comunque raggiungibile qualsiasi cosa si faccia con il PC) pensata per dispositivi con dimensioni dello schermo contenute e provvisti di dispositivi di input classici come tastiera, mouse o touchpad. Quindi dispositivi come i netbook, anche se abbiamo cominciato del lavoro specifico per i touch screen, quindi in futuro potranno essere condivise parti con un ipotetico Plasma Mobile, Plasma Tablet e quant’altro.

Pensiamo che un dispositivo come un netbook richieda un tipo diverso di interfaccia, perché oltre ad avere caratteristiche hardware diverse, è solitamente diverso l’utilizzo che se ne fa. Mentre un normale desktop o laptop sono macchine “general purpose” utilizzate sia per “consumare” che “creare” contenuto (con un forte accento al multitasking), un netbook (o sempre di più un dispositivo mobile ancora più piccolo) eccelle come strumento di consultazione, siano esse risorse web, multimediali o quant’altro. Ecco perché la prima cosa che si vede è un laucher a pieno schermo e ci sono queste “pagine” di widget, che servono appunto a dare informazioni, spesso da sorgenti online nella maniera più veloce possibile, che in alcuni casi possono anche evitare il bisogno di aprire il browser per avere un’informazione particolare.

Credo di essermi dilungato abbastanza :) . Ecco un video su YouTube che illustra meglio il tutto: http://www.youtube.com/watch?v=oYy4OS1sB4A

Q: Quali sono gli elementi di KDE che necessiterebbero di essere sviluppate per realizzare un bel Desktop Environment?

R: KDE è pieno di elementi che hanno potenzialità enormi, alcuni si stanno realizzando proprio adesso, altri punti hanno ancora bisogno di lavoro ma possiamo dire che il progresso c’è.

Posso provare a riassumere quelli che penso siano punti molto importanti.

Strumenti per la creazione di qualsiasi tipo di file, che permettano agli utenti di eseguire qualsiasi lavoro attraverso applicazioni che usano il framework di KDE. Quindi le applicazioni che fanno parte di KOffice giocano ovviamente un ruolo molto importante. Metterei sullo stesso livello di strategicità anche un’applicazione sviluppata indipendentemente come KDEnlive (e spero altre simili in futuro).

Un altro aspetto molto importante è quanto gli strumenti che abbiamo ora possano diventare “in linea”. Si potrebbe riassumere in una frase carica di parole alla moda come “sopravvivere in un mondo Web 2.0” suona terribile ma rende l’idea.

Quindi non solo è importante un buon browser web (componente che purtroppo è un po’ indietro ora), ma anche strumenti che possano liberare l’utente almeno in parte dal browser stesso, offrendo un’interfaccia di gran lunga migliore rispetto a ciò che una qualsiasi applicazione web possa fare. Esempio? Blogilo. Mi piacerebbe vedere molte altre applicazioni simili in futuro.

Q: Quali sono le applicazioni KDE che si stanno mettendo in evidenza facendo un buon lavoro? E quali necessitano di amore e aiuto?

R: Beh, sarà forse un po’ auto celebrazione (ma sopratutto celebrazione degli altri fantastici membri della squadra ;)) ma penso che il workspace (quindi Plasma e KWin) stia facendo un buon lavoro. È stata abbastanza dura, perché all’inizio del ciclo 4.x c’era ancora troppo lavoro da fare, ma penso che ora i frutti stiano veramente cominciandosi a vedere.

Discorso simile per KDE PIM, è migliorato in maniera impressionante negli ultimi tempi e i frutti si vedranno specialmente in KDE SC 4.5, quando Akonadi verrà usato molto più a fondo.

Quello che ha bisogno di aiuto? Come dicevo prima, sono di importanza vitale sia un browser che torni ad essere si nuovo -il migliore- e sia KOffice. Il suo team sta facendo un lavoro fantastico e i prossimi mesi/anni saranno cruciali.

Q: Qual è stato il tuo contributo a KDE 4.4? Quali sono le grossi novità rispetto a KDE 4.3?Quali sono i tuoi progetti per KDE 4.5?

R: In KDE SC 4.4 ho lavorato più che altro a diverse parti di Plasma. Quello che è più visibile è sicuramente Plasma Netbook Shell (fatto grazie all’aiuto di altri membri del team di Plasma).

Una cosa che reputo anche molto importante è la nuova specifica (e implementazione) per l’area di notifica. Ci permetterà di superare le limitazioni del vecchio protocollo e si spera potrà fornire anche una migliore integrazione con applicazioni scritte con altri toolkit (Ubuntu ha già adottato la specifica).

Per quanto riguarda 4.5 in Plasma ci saranno forse meno cambiamenti “vistosi” ma più rifinimenti. Sia in termini di funzionalità già “iniziate” in 4.4 (ci sarà ad esempio un nuovo gestore per le attività) ma sopratutto rifinimenti per quanto riguarda la stabilità e le prestazioni.

Q: Cosa pensi di KDE su Windows e MacOS X? Avendo supporto anche per questi ambienti credi che il bacino di utenza per KDE possa aumentare?

R: Penso che sia molto importante per quanto riguarda la qualità del codice (aiuta ad avere meno parti specifiche orientate alla piattaforma). Mentre da un punto di vista più strategico, se da una parte la piattaforma Linux è quella che preferisco, avere KDE su Window e Mac è molto importante specialmente in ambito enterprise, siccome aiuterà ad avere un insieme di software il più omogeneo possibile in ambienti misti.

Q: Lavori per Qt Nokia? Ti pagano per sviluppare su KDE? Cosa hai fatto e cosa farai per Qt?

R: Sì, lavoro per Nokia (Qt Development Framework in particolare). Il lavoro è specificamente su Plasma, in particolare su Plasma Netbook Shell. L’obiettivo era esplicitamente di avere un’interfaccia per netbook basata su KDE nel minor tempo possibile, sono grato mi abbiano dato questa possibilità :) .

Inoltre per loro ho anche fatto alcune demo, ad esempio http://www.youtube.com/watch?v=b749KvoX3w4 riguardo alla gestione del multitouch da parte di Qt 4.6.

Q: Quando si parla di sviluppare su più piattaforme spesso si dice “Java”, eppure Qt Software presenta un gran numero di funzionalità e sono multipiattaforma come Java, poi con la versione 4.6 sono disponibili anche per Symbian OS. Puoi dirci in cosa si differenziano Java e Qt?

R: Java è sia un linguaggio di programmazione che tutto l’ambiente che comprende anche una virtual machine. Un programma Java quindi non viene compilato come un eseguibile nativo, ma nel bytecode, uno pseudocodice che deve essere interpretato dalla macchina virtuale. Quindi se scritto in maniera corretta, un programma Java può girare su qualsiasi piattaforma su cui è disponibile la virtual machine senza bisogno di ricompilazione, ma questo ovviamente a prezzo delle prestazioni e della limitazione all’utilizzo del suo linguaggio (anche se esistono in una fase sperimentale compilatori di altri linguaggi per la Java vm).

Qt è un insieme di librerie in C++, che tenta di esporre meno funzioni possibile che siano specifiche per la piattaforma. In questo modo un programma che utilizza Qt (ed eventualmente altre librerie multipiattaforma) potrà essere compilato su tutte le piattaforme supportate da Qt con cambiamenti minimi. Ha anche alcuni binding di buona qualità per diversi linguaggi, quindi non si è limitati al solo C++. Per i programmi C++ è quindi necessario ricompilare i sorgenti su ogni piattaforma ma si avrà un eseguibile nativo, quindi molto più performante e “integrato” nel sistema sottostante.

Q: Cosa ti motiva/continua a motivare a lavorare su KDE?

R: Una cosa è la sua impressionante tecnologia, ma questo non sarebbe sufficiente. La cosa che più mi motiva ed entusiasma di KDE è la sua comunità. È composto di tante fantastiche persone, molte delle quali ora posso chiamare amici. Il senso di comunità e di calore umano in KDE è impareggiabile.

Un semplice esempio può essere Camp KDE 2010, che si è svolto a gennaio a San Diego, in California. Non avevo mai fatto un viaggio così lungo e se ci si ferma a pensarci , il fatto di attraversare il mondo ed essere sicuri di trovare lì degli amici, non importa se appartenenti a una cultura anche abbastanza diversa, non importa se alcuni li si aveva solo visti su IRC prima di allora, puoi essere sicuro che saranno persone con cui sarai in sintonia (anche se non si è sempre d’accordo su tutto :)) e con cui si condivide un’importante passione.

Q: Se potessi scegliere dove vivere quale luogo prediligeresti e perché?

R: Questa è una domanda difficile :) Amo il posto dove vivo ora (un paesino vicino a Torino) anche se lo trovo un po’ limitato e mi piacerebbe vedere qualcosa di diverso, ma in fondo casa è sempre casa :) .

Q: Qual è stato l’ultimo libro che hai letto?

R: Al momento? Hmm, “Follia planetaria” di Robert Dee, numero d’epoca di Urania (collana che ogni geek italiano dovrebbe conoscere :D), adoro le storie di fantascienza degli anni ‘60 o giù di lì, specialmente se dimenticate, sconosciute (e spesso veramente brutte ;p)

Ricordo a tutti i lettori che per godere di Plasma Netbook sul proprio netbook con KDE 4.4 bisogna andare nelle Impostazioni di sistema/Desktop/Workspace e scegliere Plasma Netbook.

Marco, grazie per tutto e buona fortuna per i tuoi progetti.
Se qualcuno ha qualche altra domanda basta chiedere qui :) ,

Giovanni

Condividi e segnala su Digg StumbleUpon Reddit Newsvine Facebook Technorati

About these ads

5 thoughts on “Intervista a Marco Martin di KDE Plasma

  1. Pingback: » Marco Martin e le novità di KDE Plasma Netbook

  2. Pingback: Intervista su KDE con Tobias König, sviluppatore di KDE PIM « KDE (in) Italia e slacky – amici, nemici e modi di essere

  3. Pingback: KDE 4.6 feature freeze e il futuro di KDE – parte 2 « KDE (in) Italia e slacky – amici, nemici e modi di essere

  4. Pingback: Linux e KDE 4.6.1… « KDE (in) Italia e slacky – amici, nemici e modi di essere

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...