Rilasciato KDE 4.6.2: W Gnome 3.0
Il titolo potrà sembrare provocatorio. E lo è. È volutamente provocatorio. Potrei scrivere un articolo satirico.
Due giorni fa aggiornando la versione di KDE da 4.6.1 a 4.6.2 mi sono fatto una grassa risata. Risolti dei fastidiosi bug, finalmente con il rilascio di Akonadi 1.5.2 KMail non soffre più all’avvio, con le kdelibs 4.6.2 e kdebase 4.6.2 il kio slave SFTP si è quasi ripreso.
Facebook & us…
Sì, quel social network lì… quella rete sociale lì… è il “male in terra” (nota le virgolette). E le cose che sono il “male in terra” sono quelle che vengono usate molto più.
Ho visto il film sulla storia della nascita di Facebook… Una squallida storia di interessi economici e forse più che di questo, di visibilità. Di potere. Il creatore voleva che tutti lo conoscessero per aver fatto una cosa bellissima che avrebbero usato tutti…
Licenza e collaborazioni
Da oggi in poi ogni articolo del presente blog è soggetto al una licenza di tipo Creative Commons. Fate attenzione all’uso degli articoli qui presenti. Condividere sì, ma a certe condizioni, se ci sono necessità diverse per il tipo di condivisione ci si può sempre mettere in contatto senza alcun problema.
Sezione “Interviste”
Ecco il duro lavoro richiama e mille altri progetti vogliono essere completati, ma nel frattempo sto lavorando per voi e per il dot.kde.org . Sono in arrivo almeno tre sorprese. Ci sono almeno tre nuove interviste interessanti che attendono nella posta per essere sistemate e pubblicate. L’impegno che ho preso con voi lettori del sito non si è esaurito, piuttosto sono le giornate di sole 24 ore che passano senza nemmeno essersi resi conti che sono belle che andate.
Giochi di parole con le parole
Nasce il mio nuovo blog interamente dedicato alla scrittura creativa, ai miei entusiasmi letterari, alle mie opere, a quelle degli altri, alle cose scritte bene e a quelle scritte male… A me piace scrivere.
Ho l’animo poeta.
L’indirizzo è http://giochidiparole.wordpress.com/ .
A presto.
KDE 4.3? No, grazie, io passo!
Questo articolo nasce dalla necessità di capire perché certe scelte fatte su KDE e se queste mi vanno bene o meno. Naturalmente un’opinione personale di riflessione spero non scoraggi chi vuole usare KDE 4. Non sono qui a mettere in cattiva luce il lavoro di tanti sviluppatori criticandolo oppure osannandolo a tutti i costi dicendo che è il prodotto perfetto per tutti e che tutti dovrebbero usarlo.
Continua a leggere a tuo rischio e pericolo. Sopratutto se non riuscirai a cogliere la mia ironia e se non sai distinguere quando sto parlando seriamente e quando invece sto lavorando con le parole.
Internet morirà e cambierà tutto in peggio?
Riporto l’intero testo che potete trovare anche alla seguente fonte: http://ilprogettoarancione.wordpress.com/2009/05/05/la-resa-dei-conti-del-telecoms-package-a-bruxelles/
La resa dei conti del Telecoms Package a Bruxelles
Ancora una volta sono costretto a parlare del famigerato Telecoms Package (http://en.wikipedia.org/wiki/Telecoms_Package).
Per chi non lo sapesse, il Telecoms Package è un insieme di misure che è stato presentato nel 2008 come proposta di legge al Parlamento Europeo grazie alla sponsorizzazione di Nicolas Sarkozy, di alcune delle associazioni di discografici europee e di alcune multinazionali telefoniche, come AT&T e Verizone.
Il Telecoms Package contiene alcune proposte che si possono solo definire vessatorie, rozze ed ingiuste. Tra queste, posso citare le seguenti.
- L’obbligo per gli ISP di agire come poliziotti della rete per conto delle case discografiche, SENZA bisogno del mandato di un giudice.
- L’obbligo di staccare definitivamente l’ADSL a chi viene “beccato” per tre volte a scaricare musica o film abusivamente, SENZA bisogno del mandato di un giudice (e continuando a fargli pagare l’abbonamento).
- Pene amministrative da infarto per chi scarica musica e film, somministrate , SENZA bisogno del mandato di un giudice.
- L’obbligo di intercettare le comunicazioni degli utenti, SENZA bisogno del mandato di un giudice.
- L’obbligo per gli ISP di bloccare le comunicazioni non gradite alle case discografiche ed alle industrie del cinema, come eMule, SENZA bisogno del mandato di un giudice.
Qt Contest 2008 news
Qualcuno avrà di sicuro letto il mio articolo su cui ero rimasto molto deluso dal modo di gestire il Qt Contest 2008. Ebbene come sempre sono stato impulsivo e impaziente. Ormai questo mio lato del carattere è diventata la mia spina nel fianco… Nella vita bisogna avere più pazienza. Il povero organizzatore se l’è vista brutta…
regalatemi l’ottimismo per Natale
Quest’anno voglio una dose massiccia di ottimismo. Spesso in questo blog traspare il mio poco ottimismo. A discapito anche di chi legge che si fa una pessima opinione del sottoscritto.
In una settimana ho imparato molte cose. Per esempio, che se uno si lamenta sempre di tutto, anche se all’inizio una cosa è insopportabile davvero, anche se subisce dei torti, allora è finita. Tutto passa e tutto va. Panta rei. E poi chi ha detto che le esperienze negative o le situazioni difficili non aiutino a maturare? E poi chi ha detto che certe cose siano davvero negative? C’è gente senza gambe che va avanti. Gente che non vede più. Gente che in un giorno meraviglioso perde la persona più cara che ha. Loro vanno avanti e io invece davanti a ogni fesseria mi intossico come chissà quale torto abbia subito. Vedere tutto nero è il male assoluto. Lo so, eppure non mi adatto.
Milano è stata una esperienza formativa. Educativa, direbbe Marty Mc Fly di Ritorno al futuro. Ringrazio Mimmo ed Enrico che non mi hanno fatto sentire la mancanza della mia città. Siete grandi. E gli amici che su facebook si sono interessati di me. Non mi sono sentito solo.
Gente in gamba Dio l’aiuta.
Per Natale mi regalate una dose extra di ottimismo, pazienza e perseveranza? Il tempo scorre e io no. Non mi voglio lamentare mai più. Spesso mi sono reso conto che mi sono lamentato di fuffa.
We have to go back, Kate! We have to go back!
Chi non conosce l’inglese a sufficienza da tradurre il titolo?
Va bene, lo traduco ugualmente: “Dobbiamo tornare indietro, Kate! Dobbiamo tornare indietro!”
Ma tornare dove? Chi parla? Chi è Kate?
Guardare in inglese Lost è un’emozione forse ancora più elevata che goderselo in italiano. La frase pronunciata dal personaggio di Jack è piena di passione, di rammarico, di paura, di incertezza. Si chiede come sia potuto succedere tutto ciò che è successo e alla fine si convince che è possibile porvi rimedio. Jack è un medico. Non crede nei miracoli, ma solo nella scienza, eppure alla fine capisce che l’isola è qualcosa che cambia tutte le regole e le convinzioni della sua vita. Ha assistito a eventi e fatti che ha cercato in tutti i modi di razionalizzare, ma non ci è riuscito e alla fine ha accettato i fatti. Kate, dobbiamo tornare indietro, le dice convinto. Ha cambiato idea.
Destiny Calls. Il destino chiama.



