Dico, ma dove mai siamo capitati? In mano a chi siamo?


Ecco con un mio nuovo articolo. Non ho assolutamente resistito. Dovevo comunicare a qualcuno questo pensiero. C’è da diventare matti. Dico, ma dove mai siamo capitati? Ma nelle mani di quali pazzi siamo?

Stamattina, come tutte le mattine quando ho la connessione a Internet (ormai diventata peggio di una droga in questo mondo ipertecnologico), ho sfogliato la rivista on line di Punto Informatico. Beh, vi direte: “e quindi?” Che c’è di strano? Naturalmente nulla. Da un po’ di tempo penso che quel quotidiano elettronico sia il ritrovato di tutte le sciagure del nostro tempo, ma non perché ci siano cattivi articoli. No, non penso ciò sennò non perderei tempo a consultarlo ogni dì. Dico che racconta molto bene i fatti. D’altra parte sono finito anche io sulle loro pagine quando con il mio KDE Italia ho pubblicato le recensioni delle nuove versione di KDE mandando alla loro redazione il comunicato stampa.

Se qualcuno di voi in data 11 settembre 2007 ha letto l’articolo sulla censurare le parole pericolose non so quale reazione abbia avuto, ma io mi sono messo a ridere per non piangere. Siamo proprio alla frutta. Ma chi ci governa? Ma che li scelgono con il lanternino magico questi personaggi? E li mettono addirittura in carica in commissione europea? Ma quando qualcuno manderà a casa in blocco tutta la categoria? Tutti e 600 e passa con tutti i loro porta borse e porta dei porta borse? Un esercito di nulla facenti che scombussolano paesi per la loro non conoscenza degli argomenti di cui parlano. Sì perché non è pensabile di CENSURARE LE PAROLE PERICOLOSE. CENSURARE! Ma in che paese sono nato? Ma in mano a quali personaggi siamo finiti? Da da chi siamo governati? Credevo che in un paese libero e democratico la parola CENSURA non dovesse esserci. Che fine ha fatto il diritto di esprimere la propria libertà e il proprio pensiero? Lo ripeto ancora una volta. Stanno attuando tutte le norme possibili per violare la nostra libertà. Lo fanno senza pudore e soprattutto senza informare i più. Non è assolutamente accettabile il discorso che per “combattere il terrorismo” tu pinco pallino violi la mia privacy regolarmente ogni giorno e in più vuoi censurare. Prima obbligando i provider a tenere log di tutto quello che fanno gli utenti per tre anni, poi bloccando l’accesso verso siti di scommesse internazionali, poi equiparando chi scarica qualche MP3 e qualche film a ben peggio di assassini e criminali della peggior specie. Ora censurando parole come “bomba” perché non deve essere possibile che la gente sappia come si costruisce una bomba. Ah, ovviamente essendo presente la parola incriminata, all’atto che qualche folle (e ce ne sono) faccia approvare la proposta di legge anche il mio blog sarà censurato in quanto contiene la parola “bomba” per l’appunto. La cosa bella e che spacciano le loro genialate per “lotta al terrorismo”. Si dimenticano le grandi azioni che perpetrano da anni. Ingannando tutti facendo credere che qualcuno possiede armi di distruzione di massa, armi chimiche e si scatena una guerra giusto per fare qualcosa, poi si scopre che non c’era nulla di vero e che non esistevano queste armi. Che tra l’altro se anche vi fossero state è chiaro che la provenienza era chi stesso accusava loro di possederle, ma questo è un altro discorso.

Per chi non ha ancora letto il libro di George Orwell dal titolo “1984” lo faccia alla svelta. A mio avviso si sposa benissimo coi fatti che stanno capitando oggi giorno. Risulta attualissimo. Leggetelo e vedete se mi sbaglio.

Un vero terrorista non ha bisogno di Internet per sapere come costruire una bomba. Sicuramente ci sono testi stampati a cui ricorrere come fa notare qualche utente nel forum di Punto Informatico. In tal caso censureranno anche i libri? Altra riflessione sensata ce la da un altro post (sempre su PI) dove si spiega come certe informazioni siano disponibili in modi più immediati ancora di Internet. Personalmente se un terrorista organizzato vuole fare danni di certo sa come fare. Userà di certo la cifratura della comunicazione con gli altri, usera catene di proxy anonimi, userà Tor, ma di certo non farà come dicono gli strapagati personaggi che ignorano la realtà proponendo “censura di parole pericolose”. Proponendolo addirittura a livello europeo, come se raccontasse una barzelletta agli amici al bar. Ma il ministro lo sa che esistono degli squisiti dolci che si chiamano “bombe”? Basta usare lo stumento che dovrebbe essere il perno per il funzionamento della censura, ovvero Google e si scoprono delle belle ricette:

Si perché oggi “Google” è sinonimo di “motore di ricerca”… Ma questa è un’altra storia per un altro articolo.

Il signor Frattini, come tanti altri lì al potere, non hanno la percezione di ciò che dicono per davvero. Perché si deve sempre mostrare la NON conoscenza della tecnologia e fare delle sparate in pieno stile ma-tanto-che-avrò-mai-detto-di-sbagliato? E soprattutto mi è venuto da ridere quando un altro articolo sul quotidiano in rete ci dice che quelli che usano maggiormente i sistemi di anonimato su Internet, anche per leggere posta elettronica (e quindi praticamente regalando identificativi e password i mano dei gestori dei nodi Tor) sono proprio i governi. Hanno più necessità di difendere la loro privacy dei normali cittadini?

A questo punto l’unica arma per difendersi da chi ha deciso di non fidarsi di noi sono strumenti proprio come Tor e altri (come proxy anonimi) che permettono l’anonimato, ma ovviamente non utilizzatelo se vi collegate al sito della vostra banca on-line per accedere al conto corrente o se scaricate la posta elettronica o se vi collegate a un client di messagistica istantanea come possa essere MSN, Jabber, ICQ e simili. In quel caso le vostre password saranno nelle mani di sconosciuti. Un conto è un provider che vi fornisce il servizio Internet e un altro conto è un estraneo che vive in un’altra nazione come ben spiega l’articolo su detto.

Che mondo di matti tecnologici. Meno male che alla risposta del ministro ci pensa ALCEI. Alla fine questi personaggi si saranno abituati a dire ste cose oppure sono davvero convinti che siano cose giuste e con un fondamento di logica precisa?

Ah, dimenticavo. L’unico paese dove non si favorisce il WiFi perché si applicano leggi “antiterrorismo” che non sono affatto a favore della tecnologia, ma sono apertamente contrarie è l’Italia. Si vendono le licenze a prezzi impossibili senza manco sapere bene a che cosa servirà mai una certa tecnologia e poi si vedono i risultati. In Europa tutte le città sono coperte da WiFi, se non tutte tutte, ma la maggioranza. E il WiMax? Che fine farà in Italia?… Beh, meglio non pensarci tanto conosciamo tutti la risposta, purtroppo.

Alla prossima.

4 thoughts on “Dico, ma dove mai siamo capitati? In mano a chi siamo?

  1. Pingback: Censura « The Real Secrets of Madness

  2. Ho rivisto l’articolo in alcune parti perché ho notato alcuni grossi strafalcioni. Mi si perdoni. Non voglio assolutamente usare un blog per fare propaganda, ne disinformazione. Ci sono già altri che fanno anche troppa propaganda🙂 .

  3. Ciao Kslacky,
    ho letto il tuo articolo,e immagino che sarai stato travolto dalla passione con cui lo scrivevi,perciò non preoccuparti troppo degli errori😉.
    Purtroppo in molta gente,e tra questa i nostri “cari politici”,c’è parecchia disinformazione riguardo l’utilizzo delle nuove tecnologie,in particolare internet.Per me la politica è soprattutto partecipazione,e allora vorrei domandargli perchè non ci fate partecipare alle genialate che vi vengono in mente?Perchè non vi chiedete un attimo cosa ne pensano i cittadini che vi hanno eletto?
    Domande retoriche,lo so,ma le cose che hai scritto sono assolutamente sacrosante.
    Continua così,hai appena trovato un altro lettore del tuo blog.

    Ciao!

    Riccardo

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