Ubuntite: ecco la verità


Chi avrà letto il mio post originario sulla «Ubuntite»? Beh pare molte persone. Le statistiche parlano chiaro e per chi non ha accesso alle statistiche, basta vedere il numero di commenti. Alla data attuale ben 49, compresi i miei. Sapevo che il post avrebbe «scatenato» un po’ di reazioni, ma non me ne aspettavo di certo tante. Il senso di quello che ho scritto si è indubbiamente perso. Vediamo di capire il perché e spieghiamolo in 3 parole, così la sintesi illustrerà il pensiero.

Troppe cose da leggere?

Indubbiamente quando un articolo è troppo lungo la gente taglia a corto, probabilmente e non si arriva alla fine e non si colgono tutte le sfumature. Non ripetiamo l’errore. Veniamo al dunque.

Cosa intendevo con il mio post sull’ubuntite?

Non intendevo nuocere agli utenti che usano ubuntu. Molti avranno molto mal inteso tutto il discorso, ma il mio non era altro che un modo forse troppo tra le righe di fare un resoconto sullo stato dell’arte di GNU/Linux, delle sue distribuzioni e degli utenti che sempre numerosi si avvicinano allo stesso.

Il mio pensiero era semplice. Il fatto che si parli solo e sempre di Ubuntu identificandola esclusivamente con Linux era rivolto a chi non ha mai usato Linux e che lo fa per la prima volta. Non era certo rivolto a chi usa Linux da anni e che per comodità o per altri motivi ha scelto di usare Ubuntu. Chiunque sceglie come vuole. Io parlo nel mio blog e quindi della mia scelta ricaduta su Linux Slackware. Consigliavo a quegli utenti che mai hanno conosciuto Linux e che lo fanno da un giorno all’altro, di non lanciarsi sulla prima distribuzione, ma di sondare il terreno e valutare secondo le proprie esigenze cosa va bene o meno. Esistono diverse distribuzioni e non mi va di rielencarle o farne differenze varie.

Ho dimostrato poca accuratezza? Non direi. Mi sono dilungato su alcuni concetti di base, anche se non sono sceso in profondità. Ragazzi questo è un blog, non l’enciclopedia universale dei saperi e non stavo scrivendo un technical report. Ho voluto esprimere le mie perplessità sul fenomeno Ubuntu, “scherzandoci” sopra e non tutti lo hanno capito.

In sintesi: non era una crociata, non era trolling

Scegliete Ubuntu, non sceglietela, fate come volete voi. Sappiate (per chi dall’oggi al domani si avvicina a Linux senza sapere nulla ne della sua storia, ne della nozione di sistema operativo, ecc…) che potete anche avere altre distribuzioni da provare. Questa è la potenza di Linux: scelta e libertà. Sia per chi vuole entrare nei dettagli del sistema, sia che per chi ne vuole restare estraneo. Ci sono tante comunità di supporto per ogni distribuzione si scelga. È chiaro che qualsiasi distribuzione può venire meno in certe cose, ma meno si toccano componenti fondamentali e importanti come kernel e xorg, meno se ne corre il rischio.

Punto.

Ai posteri l’ardua sentenza.

2 thoughts on “Ubuntite: ecco la verità

  1. Pingback: Ubuntite: ecco la verità

  2. E se ubuntu avesse i tool PROPRIETARI di suse (ad es. yast) e redhat (ad es. system-config-qualcosa) ?
    Anziché ubuntu forse dovrei dire gnome.

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