LUG, Hacklab e Community…


Qualcuno attendeva questo articolo da un po’. Eccolo qua. Giusto per farci un’opinione su… Beh, per farvi partecipi del mio pensiero su queste tre cose e se in un LUG, un Hacklab, in una community si può avere un amico. Lascerei subito la risposta qui, ma sono sicuro che non leggereste la motivazione. In effetti volendo non leggereste comuque se l’argomento non interessa e se la cosa va per le lunghe, ma veniamo a noi.

Italiano o inglese?

LUG, cos’è costui? In effetti se siamo in Italia già è sbagliato parlare di LUG. Bisognerebbe prendere esempio dagli “amici” di FreeBSD che il Gruppo Utenti FreeBSD Italia lo hanno chiamato GUFI per l’appunto e non FUGI… Il LUG è il Linux Users Group… un acronimo inglese che vuol dire Gruppo Utenti Linux. Quindi per essere davvero italiani dovremmo chiamarli GULI anche se non suona bene come GUFI… Il «problema» è che in italiano le parole al plurale, che in inglese di solito terminano con S, vengono castrate sulla S e infatti molti intendo LUG come Linux User Group quasi a voler dire “Gruppo Utente Linux”, beh, non siamo tanto lontani dalla verità, come vi spiegherò tra qualche paragrafo…😀 Il problema di tradurre in italiano o di lasciare in inglese crea tanta confusione anche dove non serve. In realtà bisognerebbe essere ancora più precisi e dire che Linux non è solo Linux, ma è GNU/Linux (quindi a seconda delle preferenze sarebbe GLUG o GUGL)… di questo già ho parlato nel blog, quindi veniamo al dunque.

C’era una volta il LUG

Cos’è un LUG? Come dicevo è un insieme di persone che come obiettivo hanno quello di vedersi, parlare e discutere di GNU/Linux, organizzando eventi e Linux Day. Personalmente ringrazio i GLUG/GUGL che mi hanno ospitato in questi vari anni e mi hanno permesso di diffondere KDE. In particolare il NaLUG mi ha dato belle soddisfazioni quando per due anni ho presentato al loro Linux Day KDE. La prima volta è stata molto bella anche perché era la primissima volta che in pubblico c’ero io, il portatile e KPresenter che pagina dopo pagina ha illustrato KDE. Ci sono state tantissime domande e io ho mostrato loro anche un esempio di DCOP in tempo reale. C’erano michelinux, biscottin, nullpointer, giulivo, saracena, coky, hacar0 e tanti altri. Si perché in un LUG ti identifichi con in nickname, ovvero un soprannome. Fa più nerd, fa più anonimo, fa più IRC. Con un LUG in particolare sono venuto invece al contrasto anche perché una semplice presentazione di KDE dava loro fastidio. Certo anche nel NaLUG usano Gnome, ma non per questo mi hanno negato l’opportunità di parlare di KDE o hanno detto cose come “parlare di KDE può essere fuorviante”, beh allora parlate di quello che volete voi visto che fate il Linux Day coi soldi dell’università e fate le preferenze… Poi mi sono visto in un’aula piena di utenti curiosi quando sono stato per due anni di seguito a Roma al loro Linux Day. In varie occasioni mi hanno anche invitato in giro e quando ho potuto ho partecipato. Mi piace stare al centro dell’attenzione quando voglio io.

LUG e amici

Ma il LUG permette di avere amici? Beh, se vogliamo stare dietro a un computer per tutto il tempo o parlare di un computer, dell’iPod, del Mac, di come si compila il kernel, di come si configura una applicazione, ecc… non ci sono problemi, ma se uno vuole non parlare di queste cose risulta difficile. Certo il problema è anche la differenza d’età e se io in un LUG non ho mai trovato amici forse è per la differenza d’età o forse perché alla fine a parlare sempre di computer non si parla d’altro. Che io sappia la gente può essere amica in un LUG quando lo stesso è composto da coetanei e quando nasce tipo in ambito universitario. Succede però che in un LUG sono pochi quelli che vogliono fare eventi, organizzare e anche se in una mailing list un LUG si ritrovano 200 iscritti, alla fine saranno in 3 a organizzare un Linux Day. Cerca un luogo, prenotalo, fai dei volantini, stampali, manda qualche email in qualche altra lista, comunicati stampa, chiama qualcuno per fare degli interventi, decidi un programma, fissa il calendario. È un lavoro massacrante e spesso la non reattività della maggioranza ti spegne a meno che tu non abbia dentro di te una forza che non dipende da chi ti sta attorno, ma solo perché ci credi. Ci credi come non mai. Ti anima una sorta di fede indefinita per il Software Libero. Che anche da solo staresti a organizzare tutto. I LUG vanno in crisi quando in tanti restano inattivi e quando tutto va a finire nelle mani di quei pochi che vorrebbero fare di più. Sono stato convinto per un periodo che il gran numero di LUG e di portali Linux “nuovi” nascessero per dei motivi precisi: sete di protagonismo, contrasti con altre persone. Invece di unirsi realmente e dare una mano a un LUG già esistente si preferisce fondare il proprio, fare il proprio portale con le news su Linux, come se non esistessero già migliaia di siti sull’argomento. Certo a volte è una questione territoriale, nel senso che sei in una città che non ha un LUG di riferimento o difficile da raggiungere o perché non si incontrano quasi mai, ma esclusi questi casi come mai certe volte hai 3-4 LUG nella stessa città? E magari ognuno di questi non conta più di 3 persone quando sei fortunato? Un Linux Day in una zona dovrebbe essere organizzato da più LUG, associazioni anche in considerazione del fatto che le forze vanno unite e non disperse e che in 10 si fa meglio che in 3. Alla fine mi sono annoiato di ripetere le stesse cose e ho chiesto, quando c’erano eventi, se una presentazione su KDE era cosa gradita, altri LUG mi hanno “prenotato” e quindi la questione non si è posta più, ma fatto sta che con il passare del tempo gestire un LUG diventa sempre più complicato e sempre meno persone si danno da fare e soprattutto in un LUG non hai il modo di andare oltre il personal computer e organizzare uscite e vacanze assieme. Ognuno ha già la sua vita extra LUG, ognuno ha la sua vita e il LUG è l’ultimo pensiero. Poi si mette il lavoro sempre più precario e sadomaso è bello (vi farò un bell’articolo sulla questione) e buonanotte al secchio.

E l’hacklab?

La stessa cosa succede in un Hacklab. Non ricordo di aver mai parlato con i membri dello stesso di qualcosa che non fosse tecnologico. Se mi metto dall’esterno e osservo me stesso in una delle One Night Hack organizzate vedo tanta tristezza e solitudine. Parlo per me almeno. Non ci sono più stimoli a stare lì a vedersi una volta ogni 3-4 mesi per mangiare una pizza e continuare a parlare di Linux, M$, Apple, iPod, eeePC e vari. È maledettamente triste. Ognuno ha la sua vita che non è condivisa nell’hacklab, nel LUG ed è bene che anche io mi crei la mia. Visto che non sono includibile da nessuna parte. Devo farmi una vita lontana da LUG e Hacklab visto che non ci sono possibilità di creare un gruppo. Che senso ha una manifestazione se poi non si è gruppo? Almeno io non me ne sento parte integrante. Cerco stimoli migliori e soprattutto in LUG e hacklab le ragazze sono solitamente lo 0%, ergo NO BUONO. Anche far parte del WWF può essere più bello di stare in mezzo ai computer. Anche al lavoro non sopporto più i computer, creano più problemi di quanti ne risolvano. Ormai al lavoro l’impero M$ ha reso tutti schiavi delle loro soluzioni che «salveranno il mondo» blindando tutto. La gente al lavoro usa Linux per risparmiare, spesso violando la licenza GPL. Vendono soluzioni GNU/Linux dove cambiano il logo e via. Le spacciano come proprie violando in pieno la GPL. Dove lavoravo credo che avessero violato la GPL e forse anche… Sono profondamente deluso da quest’era tecnologica. Se domani mattina una libreria mi assumesse per stare tra la gente e illustrargli i libri, consigliarli o semplicemente indicare dove sta un titolo o un autore sarei molto più felice. Giuro. Se mi ritrovassi su un isola bellissima senza connessione a Internet e senza PC, dopo pochi giorni starei meglio.

E la Community?

Per le community il discorso è diverso. Molto diverso. Le community sono a livello nazionale o internazionale e anche se non riesci ad avere amici c’è qualcosa di molto più bello e maestoso. Fare parte della community di KDE è una cosa bellissima. Avrò conosciuto un centinaio di sviluppatori KDE, promotori, mi sono anche mezzo innamorato di una giornalista di Linux Magazine tedesco… lei è originaria russa più o meno ed era all’incirca mia coetanea, forse solo 2-3 anni di differenza. Vedi una persona, ci parli e questa ti ricorderà dopo un anno anche se ci hai parlato un paio di giorni solo, magari per non più di un’ora. E ogni anno conoscerai almeno 20 persone nuove che si ricorderanno di te. Migliori il tuo inglese e ti senti parte di una squadra che è qualcosa di unico. Con gente che è unica nel suo essere. Perché sono persone valide, oneste e in gamba, bravi. Ti fanno venir voglia di collaborare e ti fanno sentire piccolo piccolo, ma almeno sai che si ricordano di te e che quando dopo un anno uno si ritrova con loro è ancora più bello. Si mangia assieme, si beve assieme, si parla e spesso anche delle proprie cose, delle proprie esperienze. Altro che LUG o Hacklab. Hai una visione diversa. Ti dici: «voglio far parte della comunità di KDE perché sono straordinari. Sono una forza della natura!». Certo magari non avrò Amici in KDE, ma questo forse dipende da me. Non so. Una volta ci ho provato e non so per quale stranissimo motivo, forse a causa di IRC, che da quel momento uso pochissimo, sono arrivato veramente all’inverosimile. Litigando di brutto con qualche sviluppatore italiano, diciamo pure con uno solo. Il mio carattere di m…a non mi ha aiutato, ma alla fine si sono confuse così tanto le lingue che ho tentato di parlare faccia a faccia senza intramezzi tecnologici (IRC, Jabber, email) e alla fine non c’è stato modo. Non ha voluto parlare. Sto raccontando una cosa dannatamente personale😀 Ero pronto ad azzerare il mio punto di vista, ero disposto a mettere il mio pessimo carattere, per certe occasioni, chiuso in una scatola senza uscita, ma è stato inutile. Ho avuto anche alcune questioni con altre due persone, ma non con il resto dei 200-300 sviluppatori eppure questo mi ha fatto ricordare solo le cose negative. Quest’anno quasi sicuro al 99% non sarò ad Akademy perché odio i PC e il 15 agosto vorrei essere a mare. Vorrei essere su un isola della Grecia con le pacche nell’acqua, ma anche qua non c’è modo di organizzare con i frequentatori di un Hacklab. Ci ho tentato una volta a organizzare con loro una “gita fuori porta” ed è stato complicatissimo. Li avverti il giorno stesso e non va bene. Una settimana prima e non va bene, un mese prima e nemmeno. Il giorno della gita si verificano casini, ritardi, una cosa pazzesca e alla fine rinuncio a riproporre il bis. Non ho scelto le persone giuste. Quindi io non ho amici nell’hacklab, ma ciò non vuol dire che qualcuno non ne abbia. Ciò non è dato saperlo.

Ritornando a parlare della community… Se non ti fai più sentire sparisci come prima che ne entri a fare parte, come succede per la vita reale, a meno che non fai parte di quelli che sono i pilastri della comunità di KDE, che poi volendo alla fine tutti sono/siamo sostituibili😦 .

La gente non ci sta con la testa

La cosa ancora più assurda sono le persone che dicono di voler dare una mano. Lo fanno di loro spontanea volontà e in piena libertà. Tu non li obblighi a niente. Si fanno dare i permessi di amministrazione e poi non ti calcolano più. Allora realizi che forse non sanno cosa vogliono dalla vita, soprattutto quando realizzano una presentazione di Joomla (non è l’unico CMS e non è il migliore) con il Power Point (che poteva tranquillamente essere fatta con Open Office visto che esiste anche su Windows) dicendo che il giorno in questione non è dedicato tutto a Joomla, noooooooo. Un membro dell’hacklab gli registra un dominio per la manifestazione e lui non solo non lo ringrazia, ma nemmeno lo usa. E a questo personaggio che non fa nulla per il Software Libero gli tolgo i permessi di amministrazione avendo capito che non può dare davvero una mano e lui si incazza come una belva, allora mi dico: «forse ho esagerato?» Rimetto i permessi a posto e lui sparisce di nuovo e stavolta per sempre. Si cancella dalla lista senza manco scomodarsi a dirtelo. Ti ignora completamente benché lo abbia conosciuto di persona. È vero che l’apparenza inganna. Lo diceva quel mio amico famoso: “aò, nun te fidà de nessuno”.

Ma dico. Stiamo fuori di testa? Fate uso di sostanze stupefacenti o cosa? Nessuno è obbligato a dare una mano, ma se uno si offre, diventa amministratore del sistema non se ne può uscire incazzandosi con me e dicendo che ha di meglio da fare in malo modo e poi sparendo. Era difficile mandare un’email del tipo: “Causa impossibilità rinuncio a dare una mano. Ciao. Buona fortuna con il portale” ? La stima che nutro in tali persone è pari a 0. A quanto lo vendete? E allora ti chiedi se non sei stato usato per pubblicizzare il loro evento per i loro 15 minuti di pubblicità. Ma non potrai mai saperlo e soprattutto non mi interessa più. Non è la prima e non sarà l’ultima che succede un fatto del genere. Ci ho fatto il callo. Da ora in poi ci andiamo con più cautela. Meglio pochi, ma buoni. Almeno questi pochi ti dicono che hanno da fare e spero che un giorno se non potranno più farlo almeno lo diranno. Nessuno li forzerà a continuare, ma almeno si resterà in buoni rapporti.

Ricordo un altro tizio che non aveva tempo e che voleva dare una mano e traduceva dall’inglese all’italiano a modo suo. Stravolgendo completamente il senso delle frasi e fattoglielo presente si è incazzato. Ci mettevo meno tempo a farlo io direttamente. Se uno non ha tempo non si metta in mezzo. Al limite ci ha provato, ma non fatela sembrare come se io avessi detto: “lo devi fare per forza. Per forza. Dedica tutto il tuo tempo a KDE”. Io preferisco che non lo facciate, se non potete, piuttosto che vi stressiate o incazziate per nulla o mi mandiate a quel paese senza motivo e, soprattutto, a sproposito. Chiunque ci può ripensare quando vuole, ma nessuno deve creare problemi se già sa di non aver tempo.

Mai ringraziare

E quando fai delle foto a un evento non bisognerebbe mai mandarle alle persone ritratte in foto perché tanto alla fine su 6-7 solo 2 ti ringraziano. Grazie a quei due almeno… Per i restanti era scontato ricevere le foto o non gli interessava? Perché vorrei far loro presente che inviare 5-6 MByte di immagini a 6-7 persone è molto antipatico. Si spende del tempo.

Mistero!😀

Spero che lasciate un commento a questo articolo. Un piccolo segno del vostro passaggio.

Ah, vi lascio con una sorta di piccolo indovinello: “ma come sono fatte 1500 persone? Non le ho mai viste. Sono più delle persone che partecipano al Linux Tag, all’akademy e forse al Linux World… Eppure dicono che avrei dovute vederle.”

4 thoughts on “LUG, Hacklab e Community…

  1. Pingback: LUG, Hacklab e Community…

  2. Sì in effetti i LUG e gli hacklab sono diventati luoghi elitari dove sempre meno gente si espone. Ed è vero. Io stesso me ne sono andato dal LUG (non lo nomino per stare quieto) quando ho capito che altro non era che lo specchio per il proprio ego personale: le persone non accettate altrove e in altri gruppi venivano a dare “lezioni di vita” e “morali sul software” nel LUG, soprattuto parlando solo ed esclusivamente di una sola distribuzione che non nomino. Certo è la mia esperienza, ma sarei curioso di un confronto con gli altri lettori del tuo blog. Se nessuno dice la sua forse è perché è tutto vero in questo articolo e che la cosa vale per tutti i LUG d’Italia?

  3. Ma io scrivo da maledetto (si sono un maledetto) diffusore coscritto della infezione M$…
    Lavoro come Admin nelle scuole, uno schifo, un lavoro che odio, appena ho messo a posto moto e altre 3 cacchiate me ne vado.
    Ma al di là delle mie colpe in effetti noto tanta, troppa apatia nella gente, cioè non gliene frega niente di farsi fregare, sono/siamo assuefatti…
    L’unico LUG in cui sono stato è quello di torvergata, TorLug… Devo dire che da studente di fisica alla fine non potevo passare molto tempo con loro, cordiali, bravissimi, magnifici, ma alla fine non si era poi così amici…
    Ma la colpa non era “tutta” nostra, troppo studio, pressione, alla fine non potevi fermarti a parlare a lungo, ero li solo per motivi “pratici” per piacere raramente…

  4. per chi gestisce un Linux User Group ci vuole tempo a disposizione essere liberi ed indipendenti o meno e volontà di portare avanti la baracca. Tutto ciò comporta PURTROPPO dei costi. Lo scopo di un LUG è di divulgare la tecnologia del cuore che sta alla base del sistema operativo e si riferisce soltanto a linux e non centra nulla con GNU. In un’associazione effettivamente non tutti possono partecipare, o meglio ci partecipano piccole porzioni di persone, che hanno un comune interesse verso l’argomento ed hanno il tempo libero da dedicare tutto parte da una propria volontà un pò come comprarsi la bicicletta preferità.

    Conclusioni !!!! un LUG può sopravvivere e non sopravvivere come una qualsiasi comunità dedicata. C’è a chi fa schifo e a chi no ed libero di non parteciparvi, può servire e non servire ci si può fare amizia e non amicizia ed impariamo una cosa importante la gente che ci è intorno pensa sempre prima a se stessa e se ha il tempo può pensare anche agli altri.

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