Oste com’è il vino?


Come vuoi che sia il vino se chiedi al padrone dell’osteria? Non ti può certamente dire che purtroppo quella giornata a causa dell’intensa pioggia il raccolto dell’uva è andato perso e che non hanno avuto fornitura di vino da un po’ e che per rimediare hanno aggiunto dell’acqua allo stesso?

Oste com’è il vino?

Buonissimo. È il migliore che ci sia da un po’. È capitato proprio bene oggi.

Un bravo venditore è capace di farti apprezzare pure di più il vino annacquato?

Come è lavorare per X quando X è il cliente di una società di consulenza?Credo ci siate arrivati da soli no.

È una grande opportunità di crescita. È una società che lavora per Telecom Italia, ecc…

Certamente la società di consulenza non può scoraggiare nessuno. Non ti manderebbero da una parte senza cognizione di causa, no?

Ma davvero? E chi lo dice?

Bisogna conoscere un po’ come lavorano le società di consulenza in genere e magari in particolare in Italia.

Una società di consulenza si sostituisce a un’agenzia interinale. Mette un annuncio su internet cercando figure professionali con diversi requisiti. Un annuncio generico da cui non si capisce molto quali sono le mansioni che saranno assegnati. Loro fanno molti colloqui e assumono tanta gente, ma non per lavorare con loro, solo per smistarli ad altri clienti che richiedono la vostra figura professionale. Loro si fanno pubblicità presso il cliente finale facendosi belli e bellini, per fare più consulenze a lui e a voi il lavoro dietro le quinte. Oggi così funziona ed è inutile lamentarsi. È negare la realtà dei fatti.

Vediamo di capire bene i retroscena.

A volte capita anche di fare un colloquio per un cliente B che a sua volta ti manda a fare il colloquio per un’altra società C. E tutto questo sempre tramite la società di consulenza A che ti ha assunto. Il gioco delle tre carte, insomma. Ok, è normale. Oggi così funziona. Si fa esperienza. Ma cos’è la normalità? Chi ha definito le regole? Chi sta proseguendo nella lettura interromperà adesso. Pensando: questo vive su Marte. Vive sulla Luna. Ma a quanto lo vende. È uno sfogo, è un ragionare guardando i vari lati della cosa. Ognuno faccia come meglio vuole o crede di fronte alla stessa medesima situazione. Non reagisca affatto. Siamo liberi di fare ciò che si vuole, ma questo è il mio blog, finché il governo non decide di tapparci la bocca e chiudere tutti i blog, se permettete lo uso🙂 .

Problemi non ce ne sarebbero, ma oggi siamo in una jungla. Mandano gente a fare consulenza a cui hanno dato qualche link da Google su quello che devono fare. Alcune società di consulenza non fanno formazione interna. Ci pensa Google. A me non sembra normale affatto. Poi vai dal cliente e il cliente pretende e la tua società di consulenza pretende che tu ti inventi l’impossibile. Che studi la notte e il weekend.

La società di consulenza: «Quando andrai a fare il colloquio presso il cliente dici sempre di sì anche se le cose non le hai mai fatte ne viste, se proprio non te la senti dici che hai tutte le capacità per impararle.»

Il cliente: «Vi prego di essere onesti e parlare sinceramente. Abbiamo avuto tre consulenti di recente da altrettante società di consulenza che al colloquio hanno detto di aver fatto di tutto e di più e poi all’atto pratico vedevi che imparavano e studiavano e le cose che avevano dichiaroto di saper fare non le conoscevano.»

In sede di colloquio, con al fianco il commerciale della società di consulenza che ti ha assunto c’è da farsi grosse risate se si pensa alla quantità di frottole che il commerciale è capace di inventare pur di vendere la risorsa… Certo perché una volta assunti non sei più un essere umano, sei un oggetto denominato risorsa. È come se fossi diventato un semaforo o una parte di memoria condivisa allocabile in un programma scritto in linguaggio C in un sistema operativo GNU/Linux. Oppure sei come un pezzo di ferro, di alluminio da cui si devono fare le pentole, bicchieri, binari, ecc… Dicevo, il cliente diceva che l’orario di lavoro eccede le 8 ore visto che sono a corto di personale e tu devi lavorare per chi non è assunto. Premesso che hai un contratto a progetto, senza buoni pasto e senza che ti paghino infortuni eventuali, la cosa come la vedi? Cominci a pensare: “Lo sapevo. Tanto con il contratto a progetto loro risparmiano, non pagano i contributi all’INPS o li pagano solo in parte. Usano il contratto a progetto per lavorare normalmente anzicché fare un tempo determinato a 6 mesi o un anno, ecc…”. La risata grossa ve la volete fare assieme a me? Ora vi dico cosa ha risposto il commerciale della società di consulenza che mi prestava al cliente. Aprite bene le orecchie.

Il commerciale della società di consulenza: «Se non lavorerà più di otto ore allora me lo dice e io me la prenderò con il responsabile che gli ha fatto il colloquio. Io sono 10 anni che la voro 10-12 ore al giorno. Si va a casa solo quando si è risolto il problema.»

Non ho parole. Basta rileggere e immedesimarsi nella situazione. C’è solo da ridere nel proprio intimo, sorridere, a meno che uno non si volesse alzare e urinare sul tavolo. Lavora da 10 anni per 12 ore al giorno? Uno psicologo direbbe che la persona in questione ha problemi in famiglia e stando lontano dalla stessa per tutto questo tempo resta “in pace”. Io non lo so e non voglio giudicare, ma non hanno nemmelo da decenza di porsi in modo diverso.

Nel contratto a progetto non ci sono vincoli di subordinazione, non ci sono vincoli di orari. Se un giorno voglio fare 2 ore, le faccio, se non voglio esserci non vengo. Non mi si può minacciare in sede di colloquio presso il cliente in questo modo. È mobbing puro. Certo è che non mi metto a marinare il lavoro o a fare il nulla facente, ma certo le minacce velate o meno che siano non mi piacciono.

Se non ti sta bene come si lavora qui puoi anche andartene.

Amen. Soprattutto quando mandate la gente a lavorare dicendogli di studiare le cose un paio di giorni per diventare molto competenti. Povera Italia… Sì così funziona, quindi perché lamentarsi? Per il vizio che uno ha di lamentarsi di tutto e sempre a priori senza valutare realmente nulla? Bisogna vedere tutti i lati della medaglia, no?

Poi ti mandano in consulenza senza sapere per quanto tempo e in alcuni casi vieni a sapere che invece già sapevano tutto e che già hanno presi accordi ben precisi. Tra il dire e il non dire si riparano da ogni responsabilità. È inutile parlare oltre e insistere tanto, ripeto, so che così funziona oggi. Così hanno deciso tutti che deve funzionare. O ci si abitua o si cambia pianeta? Sì sto delirando🙂 .

All’estero ci sono condizioni meno austere di lavoro. Se un fatto del genere fosse successo negli Stati Uniti sarebbero stati denunciati e John Grisham ci avrebbe scritto un romanzo.

L’articolo continuerà per vagliare tutti gli altri retroscena e valutare i sotterfuggi che queste società di consulenzano usano. Con il beneplacito di tutti. Perché se non lavori come vogliono loro te ne mandano. Questo è chiaro. Bisogna allenare la mente e plasmarla a essere molto flessibile, ma certi fatti andrebbero denunciati per bene.

2 thoughts on “Oste com’è il vino?

  1. Beh Giovà che dire? Si sà che l’Italia va avanti così. L’incompetenza regna sovrana, i calci in culo fioccano…ma se si vuole andare avanti bisogna stringere i denti e fare quello che vogliono. Ovviamente non bisogna però morire, non si deve diventare un automa, bisogna informare e combattere perchè l’informazione resti libera!
    Complimenti ancora per il post! xD Ciauz

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