TiRiLascio: KDE 4.2 Party Release… Il resoconto


Appuntamento alle 8.30 a San Giorgio a Cremano, la città natale di Massimo Troisi. Suona la sveglia. Nooooooo. Ho sonno. Ho fatto le due per sistemare le ultime cose stanotte. Ho sonnooooo… Sistemare le ultime cose? Mi viene da ridere, perché in realtà ho distrutto tutti i dati del mio disco da 750 GByte per aver dato il comando sbagliato… Volevo fare vedere KDE 4.2 sull’eeePC 900 e invece ho rischiato di rimanerci secco quando ho visto sparire in meno di 10 secondi tutti i dati. Ero stanco, GNU/Linux mi aveva chiesto se continuare e io, stanco, ho detto di sì convinto di stare formattando la partizione giusta… Troppo tardi il danno è fatto. Volevo fare bella figura? Sono stato poco accorto? Beh, ben mi sta… Per fortuna che non ho confuso la partizione con quella di avvio del mio sistema operativo. In quel caso credo che sarei caduto in coma irreversibile😀 .

Sono le 7.30, mi alzo sonnambulo e per le otto sono alla stazione. Squilla il cellulare. Parla uno degli altri tre amici di KDE Italia
«Come? Non riuscite a venire in orario? Ma che è successo?»
«Abbiamo perso il treno, Daniele sta litigando con uno che si è messo davanti il suo garage e Ivan ha perso anche lui il treno…»
Panico, panico. La giornata comincia peggio di come è terminata la precedente?
«Va bene, mi avvio perché abbiamo appuntamento fuori la villa alle 8.30… Ma ora come si fa?»
Sono loro che hanno tutto il materiale da mostrare sul portatile. Io ho l’eeePC con KDE 3.5.10, ma non si può mostrare il 4.2 così e poi da solo?… non sono riuscito a formattare la partizione giusta… Che disastro! Che disastro!… Siamo una squadra, senza di loro è finita…
«Senti ma dove sei?» mi fa Carmine.
«Alla stazione…»
«Scherzetto! Ci siamo pure noi. Binario 23.»
«Meno male,» sorrido e tiro un sospiro di solievo.
Prendiamo il treno e arriviamo alla villa. Fissiamo i volantini per richiamare l’attenzione. Cerchiamo di organizzarci, poi guardo l’orologio. Scuoto la testa. Non verrà nessuno, lo sento. Ci si doveva mettere pure il tempo piovoso, maledizione!
Ecco le prime persone. Sono in cinque. Puntualissimi. Ci si presenta.
«Vi seguiamo dal sito e siamo molto interessati a KDE 4.2…»
Ah, però, allora qualcuno ci segue davvero🙂 . In fondo non tutti vorrebbero usare sistemi proprietari, in fondo, questo primo evento targato KDE Italia interessa a qualcuno…
E basta pessimismo.
Man mano, nella stanza appaiono uno per volta varie persone. Sono tutti interessati. Tra il pubblico c’è anche un utente Mac OS X che chiede se gli effetti di KDE 4.2 siano configurabili da tastiera.
C’è pure mio cugino, c’è Walter, Valeria, Rodolphe. Vabbene allora chi contava c’è. Saranno stati in trenta? Non lo so.

Come? Come? I LUG di Napoli e l’Hacklab di Caserta? Ma di che parliamo, scusate. Sono cose che non esistono, sono l’antitesi del Software Libero, fanno il contrario di quello che predicano. Non esistono più. Si sono estinti un paio di anni fa. Forse una nebulosa radiottiva ha ingoiato tutti i membri a partire dai loro presidenti. Oggi sono più convinto che mai che siano solo invenzioni dell’universo virtuale. Qualcuno forse avrà firmato una petizione digitale e mandato un comunicato stampa per dire che non è vero e che esistono, ma non è vero. La nebulosa è stata devastante. Nessuno di loro c’era… Forse erano impegnati in qualche petizione o dietro uno pseudo discorso filosofico. Niente sostegno… Meglio così🙂 .

Partono Daniele e Ivan mostrando tutto quello che c’è di bello in KDE 4.2. Resto incantato pure io. Capperi, ma sto KDE 4.2 è proprio bello. Wow, pure l’effetto sfera e cilindro… La neve sul desktop… Bellissimo. Bellissimo. Dolphin e Amarok sono grandi e Konqueror, il mio amato Konqueror non è da meno. Si comincia a parlare di KDE e si trasuda emozione. La gente non riesce quasi a credere che l’accoppiata GNU/Linux e KDE non richieda le risorse del famoso sistema proprietario. Ogni tanto aggiungo qualche piccolissimo dettaglio alle già precise nozioni date da Ivan e Daniele. Sul portatile c’è openSUSE, il nostro sponsor. Ci hanno inviato 100 DVD e ne abbiamo dati la metà. Qualcuno li darà agli amici degli amici. In fondo per chi non vuole sapere nulla di nulla di come funzioni tutto il sistema sottostante KDE è una buona distribuzione. È curata, è fatta con criterio, ha molte applicazioni che si installano con un solo clic come mai visto per altre distribuzioni. Ovviamente ognuno ha i suoi gusti, ma per iniziare va più che bene.

La sala è abbastanza piena. Partiamo con la presentazioni introduttiva di Carmine al Software Libero, così da permettere alle persone di capire cosa è un progetto Libero come KDE. Ottima presentazione. Bravo Carmine. Tocca a me. Sono nervoso. Riuscirò nell’intento di non perdermi dietro le parole? Ok, proviamoci. Inizio mostrando il famoso video promozionale di KDE, poi paragono il sistema operativo e i suoi servizi annessi e connessi e le applicazioni e l’ambiente grafico al servizio di gestione di una pizzeria. Il pizzaiolo (il sistema operativo) mette assieme gli ingredienti per fare la pizza (le risorse come CPU, memoria, dischi, …) come gli viene richiesto dal cameriere (applicazione grafica e non) per servire il cliente (utente delle applicazioni) che vuole mangiare solo la pizza e non sapere quanto tempo deve cuocere la pasta nel forno e quali ingredienti speciali e in che quantità compongono la pizza, cose che competono al pizzaiolo. Detto questo accenno ai motivi della nascita di KDE, do un rapido e veloce elenco delle principali applicazioni KDE, per fare redere conto a chi ascolta, che con GNU/Linux e KDE non manca nulla e se pure mancasse, basta attendere un po’ per avere la pizza😉 . Parlo della comunità di KDE, di come ci siamo diverti negli akademy, di cosa abbiamo fatto, di cosa vuol dire in tutto e per tutto fare parte della “comunità KDE”, di come non si scriva solo codice sorgente, di come si può essere utili anche nel piccolo segnalando i bug, i desideri per quello che manca e che andrebbe fatto meglio, di come si può contribuire secondo le proprie capacità. Parlo di Dublino, di Novè Hrady, del cielo stellato che ancora impregna la mia mente… Paolo di Google, di come si socializza e di come alla fine conosci tutti. Presidente compreso🙂 . Parlo di KDE Italia, di come nacque nell’aprile del 2006, di come si è evoluta, del fatto che ora siamo in sei o sette. Del fatto che cerchiamo aiuto per rendere il tutto migliore. Parlo del contributo di Salvatore e Diego, oltre che dei presenti. Del forum. Invoglio a seguire l’esempio se si ha voglia e un minimo di tempo, poi parlo delle caratteristiche delle due distribuzioni GNU/Linux che daremo: openSUSE e Slackware, quest’ultima adatta a quasi tutti grazie a lavoro e al supporto dato dalla squadra della comunità slacky.eu, grazie alla disponibilità di un ricco e seguito forum, alla documentazione specifica per Slackware e al gran numero di applicazioni extra a disposizione di tutti. Parlo di tante altre cose, poi lascio la parola di nuovo a Daniele e Ivan che mostrano, tramite Xen, come installare openSUSE 11.1 e come aggiornare con un clic a KDE 4.2, poi parte il video che mi è costato ore di sonno perse: “…Anche questo è KDE!”
Dura quattro minuti e mezzo… Ho dovuto tagliare molto, sennò non finiva più… Le foto dal 2003 al 2007 dal Kastle agli akademy seguiti fino all’evento in Scozia, compreso il KDE soccer team 2003🙂 . La musica è sotto licenza Creative Commons, il gruppo che canta è “Magic Mushrooms”… il titolo? Beh, “Open Source”, quale altri?🙂 Kdenlive, dopo avermi fatto capire a modo suo come funzionava, ha reso un bel video in buona qualità. Un grazie a tutti quelli che hanno dato senso a KDE, a KDE Italia e al nostro Release Party. Ci organizzeremo prossimamente per offrirvi questo tipo di iniziative più spesso,  o almeno ci proveremo, ma dall’altro spero accorrerete più numerosi.
Ho messo a disposizione la presentazione fatta al Release Party elininando le immagini che producevano un file di dimensione eccessiva. Andate nella sezione “Download” e scaricate se volete.
Grazie ancora, a nome mio, di Daniele, Ivan e Carmine e Open Mind,
Giovanni

P.S.: la versione non da blog, ma ufficiale la trovate qui.

2 thoughts on “TiRiLascio: KDE 4.2 Party Release… Il resoconto

  1. Io sono di Milano, lo chiedo solo per curiosità, cosa hanno fatto di male il LUG di Napoli e l’hacklab di Caserta per meritarsi i tuoi commenti? Mi interessa parecchio…

  2. @dadex:
    Ne ho parlato un po’ con ironia, a mo’ di caricatura, anche perché è tempo sprecato prendersela.
    Comunque il concetto è questo. Se un LUG e un Hacklab in cui c’erano persone che una volta erano grossomodo amici, o comunque non estranei, non ti danno il benché minimo sostegno, nemmeno morale e si professano per la religione di Stallman… (alcuni, non lo sai, ma sono un tantino eccessivi verso certi aspetti) e poi ignorano un’iniziativa così, facendo addirittura battute ridicole o trovando il tempo (quel poco che hanno) per dedicarsi a petizioni elettroniche… Quando poi quelle messe nero su bianco e non vengono considerate, figurarsi quelle elettroniche… E se in tali associazioni non si mette nemmeno la notizia sui loro rispettivi siti quando poi il sottoscritto, a suo tempo non solo mise la notizia su KDE Italia, ma li fece apparire su KDE.org e mandò varie email di invito in giro praticamente ovunque… E dico, se vieni ignorato con tale iniziativa quando in passato ti sei messo a loro disposizione, un po’ deriso come se tu fossi il pazzo o stessi perdendo tempo… Cominci a ridere da solo per un bel po’, per non dire che siamo alla frutta o per dire che ti girano un po’ per la delusione… Ma alla fine conoscevo bene i miei polli e sapevo perfettamente che reazioni avrebbero avuto o non avrebbero avuto, quindi se gente e se i luoghi dove si presume uno abbia un tantino di condivisione su certi argomenti non esistono, ma su chi puoi mai contare per una piccola iniziativa come quella? E quelle più grandi? Lungi dal pensarci…. Forse è il momento di guardare più lontano e tirare dritto, lasciando il resto ai margini e di non curarsi più di nulla.
    In fondo sono stato poetico, ironico, la metafora della nebulosa non era male, avrei potuto calcare molto più la mano, ma avrei commesso il grave errore di giudicare tutti molto peggio in maniera inutile, tanto alla fine, cosa cambia? Anche se non sembra, alla fine non ce l’ho con loro… Potremmo continuare a discutere tanto e inutilmente, alla fine tutto passa. Spero di averti dato una motivazione più che condivisibile per i miei 10 minuti di pensiero.

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