Giorno 1 al Camp KDE 2010


Il primo giorno del Camp KDE è trascorso con la prima di molte presentazioni a cui era doveroso essere presenti. Un sommario pieno delle presentazioni fatte prima dell’intervallo, e i video che saranno messi a disposizione in linea a breve. Se ti trovi nella regione di San Diego, unisciti a noi per il Camp KDE per presentazioni e per far pratica.

Sabato, il primo giorno del Camp KDE 2010 in San Diego, è iniziato con una breve introduzione di Jeff Mitchell. Jeff, che è il principale organizzatore della conferenza, ci ha spiegato un po’ della storia del Camp KDE, dato alcune statistiche per quel che riguarda la comunità di KDE e concluso dicendo che se il tasso di crescita della comunità manterrà l’andamento ci si ritroverà nel 2050 con circa 6 miliardi di sviluppatori. Proseguendo sul tema ha introdotto il discorso della migrazione a Git e della prossima versione che sarà rilasciata, KDE SC 4.4. Jeff ha poi ha dato idea delle presentazioni che sarebbero seguite, incluso il lavoro di KDE-su-Windows, KOffice e la tecnologia KDE su dispositivi mobili.


Preparazione delle presentazioni all’ostello

Il prossimo anno sarà eccitante e vedrà molti miglioramenti, finalmente disponibili all’utente, di ciò che si è fatto. Leggendo le recensioni di diverse grosse notizie uscite recentemente, come IT News Today, CNET e Linux Journal, è chiaro che la nostra visione si sta diffondendo ampiamente. Le persone stanno iniziando a capire in che direzione ci muoviamo. Ciò porterà ad avere sviluppatori più interessati che vogliono trovarsi nel momento più interessante d’innovazione tecnologica – e la comunità KDE sarà l’occasione.

Alla fine, un grande ringraziamento è andato agli sponsor: Collabora, froglogic, Google, KDAB, l’infrastruttura di sviluppo Qt di Nokia, UCSD, KDE e.V. Un ringraziamento è andato anche alle altre persone che hanno aiutato Jeff a organizzare l’evento come sviluppatori Web e il mago delle fotocamere Leo Franchi, l’artista-ninja Eugene Trounev e il liason UCSD e il coltellino svizzero Andrew Huyng parte della squadra locale.

Philip Bourne sul fomato aperto dei dati

Il professore Philip Bourne ha fatto la sua presentazione d’apertura sul formato aperto dei dati. Philip Bourne è un biologo computazionale che nel 2009 ha vinto il premio Award Benjamin Franklin, inoltre è il principale fautore per l’accesso libero ai dati. È stato nel campo IT (ndr. Information Technology) per oltre 13 anni, poi è diventato professore e ricercatore in biologia computazionale. Attualmente la sua squadra distribuisce un ammontare di dati scientifici equivalente a un quarto della Biblioteca del Congresso ogni mese.

Philip Bourne è un grande fautore della trasparenza, sia del codice sorgente che dei dati. Particolarmente quando questi dati e il codice scritto sono stati finanziati con soldi pubblici: è semplicemente sbagliato renderli proprietari. Crede che l’apertura porti a grandi vantaggi per qualsiasi tipo di contenuto, visto che ne beneficiano insegnamento e crescita, senza discriminare. Grazie a queste idee è stato coinvolto con la Biblioteca pubblica di Scienze in un progetto per liberare dati scientifici e paper.

Philip ha fortemente sottolineato qualcosa che considera cruciale per uno sviluppo aperto e libero sostenibile (sia che si tratti di codice che di dati): un modello di business buono. Non parla di un modello monetario di per se, ma di almeno qualcosa che ricompensa le persone e dà loro un motivo per contribuire a far andare avanti le cose. Senza un tale modello, o piuttosto una varietà di modelli circostanti un comunità che lavora su qualcosa, le cose non resteranno sempre le stesse. C’è il grosso rischio che interessi commerciali rilevino tutto – è successo con molte comunità scientifiche. Cinquanta anni fa il codice era condiviso liberamente, come lo erano i dati. Le riviste erano economiche, e tutti avevano accesso ai dati usati nella ricerca scientifica. Philip ha presentato un grafico che mostra i costi dei giornali scientifici per le università negli ultimi 50 anni e si evinceva il fatto che si andava da quasi zero a molte centinaia di milioni per anno. Se si pensa non ha senso – i ricercatori che hanno scritto gli articoli sono pagati dai contribuenti per scriverli, e fanno revisione degli articoli l’un dell’altro gratuitamente. Perché dobbiamo pagare per questo?


Diamo il benvenuto al Drago

Il professore attualmente sta lavorando con una varietà di organizzazioni e persone per migliorare il modo in cui la scienza è divulgata e compresa. Philip crede che attraverso l’apertura si possa incrementare il numero di persone interessate e coinvolte con la scienza. In questo modo non si incrementa solo l’ammontare dei dati disponibili, ma anche dello sviluppo della conoscenza. Testuali parole di Phillips: “Credo nell’accesso aperto, se largamente accettato, potrebbe cambiare il modo in cui la cultura lavora.”

Una chiave importante per l’apertura sono le licenze. Pubmed usa la Creative Commons, che richiede che tutti i dati debbano essere disponibili liberamente in linea, senza restrizioni e in una varietà di formati. Il copyright, comunque, resta dell’autore e se si usa l’attribuzione dei dati allora deve essere data agli autori originali. Un importante obiettivo alle spalle di questo è la possibilità di fare integrazioni. Seguendo la popolarità di Youtube, su Scivee.tv è stato sviluppato un sito web 2.0 di video scientifici che fornisce un’integrazione tra video, paper e altri contenuti. L’autore parla del suo paper e nel frattempo il sito mostra quello di cui viene discusso. E funziona anche dall’altro lato – se qualcosa nel paper non è chiaro, puoi farci clic e il video si sposterà in quel punto.

Una discussione più recente riguarda l’uso di etichette e collegamenti semantici, dove un paper può diventare un’interfaccia a una grossa montagna di relativa conoscenza. Attualmente Philip cerca modi per integrare l’etichettatura semantica nel processo di scrittura scientifica, nonché sviluppare incentivi corretti per motivare gli autori a farlo.

Finalizzando il suo intervento, ha ricordato dei suoi tre punti da portare a casa. L’apertura non dipende dal tipo di contesto, serve un modello di business sostenibile che promuova nuovi modi di imparare e comprendere.

Distribuzione del Software Libero


Il solito pubblico

Dopo la presentazione, Helio Chissini de Castro e Will Stephenson hanno preso la parola.

Il primo intervento è stato di Helio e ha parlato del lavoro che le distribuzioni stanno facendo. Recentemente la cooperazione è la grande cosa su cui stanno puntando le distribuzioni – ciascuna affronta le stesse, o simili, questioni, e parlarne con gli altri semplifica e permette di risolvere più velocemente le problematiche. Una vittoria doppia per tutte le parti coinvolte. Le distribuzioni hanno sempre avuto difficoltà a lavorare con i rilasci, e Helio spiega che l’unica via per farlo bene è quella di essere persistenti, forse anche noiosi a volte, e continuare a mantenere la pressione.

Helio ha espresso le proprie idee sul futuro delle distribuzioni. I Desktop non sono più solo dispositivi. KDE è ben preparata a ciò – abbiamo creato una infrastruttura per costruire velocemente un’unica interfaccia – esattamente come i produttori di dispositivi vogliono. Non tutti vogliono la stessa interfaccia, ma possono creare qualcosa di unico per se stessi. KDE dà gli strumenti per farlo in modo efficace e quindi una grande opportunità alle distribuzioni.

Will – creatore di pacchetti e sviluppatore di openSUSE – ha aggiunto spiegando perché il Software Libero avrà molto successo e perché siamo dal lato giusto della barricata.

Ha iniziato con quello che le distribuzioni fanno – selezionando il software, decidendone le versioni, dividendo, integrando cose, preconfigurando il software, facendo manutenzione e stabilizzando le applicazioni e, finalmente, creando i pacchetti e aggiungendoli alla loro infrastruttura per gestirli, includendo la configurazione hardware e uno strumento di installazione. Correggono i bug per i rilasci. Scovano e correggono problemi legati alla sicurezza. Le distribuzioni raccolgono i suggerimenti degli utenti e li risistemano per i rilasci, inoltre lavorano sulle questioni legali e sulle licenze. Ultimo, ma non meno importante, le distribuzioni forniscono servizi come il supporto per più anni e la manutenzione e aiutano i loro clienti con il deployment aziendale.

Dopo aver citato un’estenuante lista di verifiche varie che si fanno nello sviluppo di una distribuzione, Will disegna sulla lavagna ripercorrendo la storia delle distribuzioni e del loro lavoro. Ha insistito sul fatto che si deve lavorare assieme alla distribuzioni, calarsi nelle situazioni gli uni degli altri e lavorare con il social web a cui si appartiene. Il problema è che non possiamo molto con risorse limitate, inoltre il successo che abbiamo ottenuto ha guidato le aspettative dell’utente finale a crescere sempre di più, al punto che non possiamo continuare a mantenere il passo.

Ci sono tre possibili soluzioni per questa cosa:

  1. ridurre le aspettative;
  2. smettere di lavorare su questa cosa e arrendersi al web;
  3. portare più utenti a contribuire.

Certamente bisogna concentrarsi sulla terza opzione – ottenere maggiori risorse e semplicemente diventare migliori. Le richieste e le abilità ci sono, ma bisogna lavorarci e fare di più con loro. Queste conclusioni si sono trasformate velocemente in una discussione con tutti gli uditori dell’intervento su come far accorrere nuovi utenti che possano contribuire.


Presentazione rilassata per le abilità dimostrare da Will

Scrivere codice con i pattern

La specialista dell’usabilità, Celeste Lyn Paul, ha voluto aiutare i partecipanti a imparare un po’ sulla progettazione delle interfacce. Ha iniziato spiegando come noi, come umani, seguiamo e facilmente riconosciamo i pattern e questi possono essere usati da sviluppatori per rendere le loro applicazioni semplici da apprendere e usare. Un design pattern è un insieme ricorrente di elementi grafici, funzionalità o interazioni che sono in tutto il software e attraverso l’ambiente. Celeste ha illustrato alcuni esempi di come ciò avviene, per esempio con la finestra di dialogo della ricerca in Okular, Konqueror e Dolphin. Non sono esattamente le stesse, ma seguono lo stesso pattern, facendo quello che si suppone fare – aiutando l’utente a comprendere quello che accade e quali sono le possibilità. I pattern creano coerenza e serve più di quello nel nostro software KDE. Portare certi pattern, pezzi di funzionalità in librerie e riutilizzarle in tutto il nostro software è quello che Celeste sostiene fortemente.

Celeste ha poi mostrato alcuni esempi di pattern su cui ha lavorato con gli sviluppatori. Il primo esempio è stato l’interfaccia di “Get Hot New Stuff”, la nostra semplice interfaccia per aggiungere contenuti in linea alle applicazioni (ndr. sfondi per il desktop, lingue per il gioco KHangMan, nuovi plasmoidi, …). Ci ha mostrato come il pulsante per “Get Hot New Stuff” è diverso tra le molte applicazioni. Molte mostrano l’icona GHNS con un testo simile: “Scarica il nuovo xxxxx”. Molti omettono l’icona e usano un testo diverso, come “scarica più file” e simili.

Celeste ha perciò progettato una breve specifica di come questo elemento dovrebbe essere. In questo modo, gli sviluppatori di applicazioni possono cogliere i vantaggi del pattern per mantenere la consistenza delle applicazioni KDE.

Un secondo esempio è stato quello di liste con informazioni “rich”. Ci ha mostrato un numero di liste trovate in varie applicazioni, spostandosi attraverso gli elementi e mettendo in evidenza differenze e inconsistenze. Alcuni hanno azioni (tutte sono visivamente diverse e funzionano altrettanto diversamente), differenti dimensioni dei caratteri, icone e descrizioni esistono in alcuni casi, ma non in altri. Di nuovo ci ha fornito raccomandazioni per promuovere la consistenza.

Ha concluso la presentazione cercando volontari, sia per il lavoro di identificazione di altri scenari nel software KDE e anche per lavorare sullo sviluppo di classi riusabili così che ogni nuova applicazione che usa un design pattern simile (liste, GHNS, ecc…) che lo fa in modo consistente.


Il più giovane contribuente di KDE

Lavori del Software Libero

Dopo l’intervento di Celeste, c’è stato quello di Alexandra Leisse e Till Adam (a piedi scalzi!). Hanno argomentato sul fatto che essere parte di progetti Open Source fornisce un’opportunità unica per provare cose nuove e forse dare anche una direzione diversa alla propria carriera. Hanno raccontato della loro storia, spiegando gli strani luoghi da cui sono partiti (teatro per Alexandra, musica rock per Till) – per finire nel Software Libero. Entrambe erano dediti al computer, ma intorno ai 25-30 anni, hanno deciso che volevano qualcos’altro e sono finiti per essere consulenti software (Till) e alla direzione della comunità (Alexandra). Hanno ammesso di non aver mai imparato quello che facevano se non mentre lo facevano – fondamentalmente, come ha raccontato Till, abbiamo fatto finta… È ovvio che certe abilità sono necessarie, per esempio, riuscire ad affrontare Divas, come improvvisare, essere disciplinati, e consegnare sotto pressione. Essere disposti, desiderosi di fatto, di imparare. Non aver paura di fare errori, essere disposti ad aspettare e continuare a lavorare su qualcosa finché non ci ripaga. La cosa interessante (anche vera in questa stanza) è che ci sono molti musicisti nel Software Libero, anche se queste abilità possono esserci in tante altre professioni. Tutte queste cose e tanto altro, permettono ai contribuenti al Software Libero di stare fuori dalla folla e di essere diversi. Come persone FOSS (ndr. Free and Open Source Software) possiamo portare qualcosa alle organizzazioni, cose come una forte attenzione ai dettagli – va bene, siamo tutti della stessa idea? Non siamo solo desiderosi di precisione, ma possiamo abbracciare l’incertezza in modo fanatico – essere flessibili in misura incredibile. Ci sono anche opportunità, abbiamo spiegato dove possiamo andare e le cose che possiamo fare. E, alla fine, spesso abbiamo brave persone con buone capacità, specialmente ingegneri.

Fondamentalmente, Till ha sostenuto che nel Software Libero si può essere ciò che si vuole. Non importa quanto poco o quanto tanto si sa, se ci si mette impegno si può imparare e può appassionare. È un gran posto dove crescere; quando si entra e si diventa parte della comunità del Software Libero, si creano connessioni con un gran numero di persone che presenta un numero incredibile di opportunità. L’intera comunità può non solo aiutarti a imparare e diventare quel che si vuole, può aiutare a mettersi in contatto con le persone giuste, e fornire un podio per presentarsi e farsi una reputazione. Puoi mettere in mostra le proprie abilità e la propria esperienza – e si dovrebbe farlo.


Till si avvantaggia su Will, e si toglie le scarpe

Un importante principio da tenere in mente è il principio dell’Elfo e del Drago: “Se trovi te stesso in compagnia di un elfo e di un drago di malumore, ricorda che non devi superare il drago; devi semplicemente superare l’elfo.”

Oh, e i musicisti sono i benvenuti in KDAB e Nokia!

15:30 tempo di snack. Jeff ha organizzato un assortimento di snack, dalle patatine e soda ad alcune noccioline e frutta secca. Tutti si sono mossi lentamente ai tavoli con cibo e bevande, mentre gli altri andavano a fumare.

Contribuire come non sviluppatore

Justin Kirby ha preso la parola illustrando come portare il proprio contributo se non si è uno sviluppatore. Justin ha usato KDE per molti anni, ma non ha veramente capito come aiutare, giacché il percorso tipico per contribuire è scrivere codice, che non era qualcosa a cui era interessato. All’Akademy dello scorso luglio è stato finalmente coinvolto con il marketing. Ha dato un veloce sguardo a quali erano le aree in cui si poteva apportare il proprio aiuto senza scrivere codice.

Justin ha spiegato di sei tipi diversi di impegni che chiunque può fare per KDE senza conoscere nulla di codice, ha fornito riferimenti da consultare e identificato le persona da contattare per dare il proprio contributo.

Ha iniziato con con la documentazione, spiegando che chiunque usa il software KDE può aiutare aggiungendo o aggiornando il contenuto nel wiki di Userbase. Per quelli che non sono pratici a modificare i wiki, ci sono le lezioni di Klassroom in corso sui Forum KDE che coprono la parte delle basi. Ha quindi spiegato come aiutare gli sviluppatori archiviando i bug quando se ne trovano per poi essere coinvolti con il bug triage. Il modo più semplice per iniziare con questa attività è quella di partecipare al Bug Week gestito dalla nostra Squadra bug di KDE. Una volta fatta un po’ di esperienza,ci si può anche prendere il compito di segnalare i bug della propria applicazione preferita. Esiste anche la squadra di Promozione che è sempre a corto di redattori per gli articoli, avere delle persone che tengano d’occhio le attività di KDE importanti, e in genere promuovere tutto il gran lavoro che sta facendo la comunità. Puoi vedere una lista di compiti Promo in vigore da fare sulla pagina del wiki. Tutte queste attività possono essere svolte da qualsiasi utente KDE con un po’ di tempo libero.


Justin durante il suo intervento

La discussione è proseguita spiegando come fanno persone esperte in disegno grafico o illustrazioni a diventare un artista KDE. Questa squadra aiuta regolarmente con la realizzazione di loghi, icone, temi e con disegni che diano identità al nostro software. Per quelli che hanno esperienza con usabilità o progettazione di interfacce c’è anche il Progetto di usabilità di KDE che punta a fornire dei risconti agli sviluppatori su come rendere le proprie applicazioni più usabili.

Ultimo, ma non di minor importanza, ha parlato di come tutti gli utenti dovrebbero aiutare supportando i membri della comunità. Ha menzionato che questo è spesso piuttosto specifico della distribuzione, ma che chiunque può aiutare rispondendo alle domande sui forum, o condividere consigli sull’uso di KDE dove possibile (blog, microblog, ecc). Ha messo in evidenza che aiutare gli utenti a risolvere i problemi è ciò che assicurerà che questi continuino a usare KDE e magari, a un certo punto, iniziare a dare una mano a KDE stesso.

Marketing nella comunità KDE

Sono stati poi presentati gli sforzi che fa il marketing di KDE, spiegando di cosa ci si occupa e su come lavora l’attuale squadra. Ha continuato a parlare delle molte sfide che la squadra affronta e le opportunità per fare di più e meglio. L’intervento è terminato con alcune discussioni e la solita chiamata per diventare parte della squadra. Molti dei piani e delle idee possono essere trovate sul wiki – un buon punto di partenza per chi vuole unirsi.

Esperienza degli utenti plasmaliziosi

Artur Duque de Souza ha concluso la giornata con il suo intervento sugli utenti e su quello che desiderano dal software. La risposta, come l’ha descritta, è che le persone vogliono solo che le cose siano fatte e non si curano del come. Vogliono che sia semplice fare il lavoro. Per questo motivo, sviluppare software è tutta esperienza utente – ma questa esperienza deve essere intesa diversamente quando si crea un software KDE per netbook e dispositivi mobili.


Artur in azione

Il lavoro della squadra di Plasma per rendere il Desktop KDE pronto per una varietà di interfacce utente gioca un bel ruolo. Lavorando sull’interfaccia per netbook la squadra di plasma ha imparato che si devono creare differenti interfacce per dispositivi differenti per continuare a rendere la vita semplice per l’utente. Un’altra cosa che hanno imparato è che alcune applicazioni semplicemente non funzionano su piccoli schermi – includono troppe informazioni sullo schermo. Se il software KDE si sposta verso un insieme ancora più ampio di dispositivi, il lavoro deve essere messo in differenti interfacce per dispositivi differenti. Tuttavia, l’approccio della squadra, iniziando con il progetto e poi passando a scrivere codice sta dando i suoi frutti, e Plasma ha assunto velocemente un ruolo chiave nel mercato del lavoro.

Infine, la grossa lezione appresa è che Qt ovunque significa il più delle volte KDE ovunque, ma bisogna focalizzare sulle differenze del design che porta a creare una grande esperienza utente su tutti i dispositivi!

Questo intervento ha concluso la giornata. Ognuno ha scelto se andare a dormire (è stata una giornata stancante) o andare a mangiare e bere qualcosa e parlare un altro po’.

Jos Poortvliet

A cura di Giovanni Venturi. Tratto da kdenews.org

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